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codice identitario

CODICE SEGRETO
Sono stata una ragazzina libera
non ho accettato gli schiaffi della maestra,
non per ribellione, ma per dignità.
Mi sono rifugiata in cantina , in quel buio che allora,
faceva meno paura degli schiaffi degli adulti –
Proprio lì tra il silenzio e la polvere,
ho imparato a trattare il mondo con cautela.
A nove anni ho iniziato a camminare di notte, sonnambula
come se il mio corpo cercasse vie che di giorno non trovava
Passi sospesi tra veglia e sogno
laddove finiva l’una, iniziava ‘altra.
Il mio parlare in perfetto italiano era preciso,
delicato, come se , scegliendo le parole,
potessi evitare di ferire e di essere ferita.
Volevo sempre farmi amare,
non per vanità ma per la paura di essere invisibile.
Scrivevo già, allora,
senza sapere dove arrivare:
“camminare nell’ombra e cercare il sole…”
Dentro di me convivono due mondi:
la bambina che fugge
e la donna che cerca,
la piccola che teme il buio,
e la donna che l’attraversa, cercando il sole!
Questo il mio codice identitario:
una bussola nel cuore
che non punta a nord
ma verso ciò che mi manca ancora,
da scoprire!

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patrizia antonacci